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Concerti inaccessibili, la denuncia dell'atleta Donato Grande

2026-08-09 23:15

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Concerti inaccessibili, la denuncia dell'atleta Donato Grande

“C'è chi dice no", canta Vasco Rossi in una sua celeberrima canzone ed oggi, questa frase assume un senso diverso e tutt'altro che positivo.

 

 

 

“INVISIBILI IN UN SECONDO: SE ANCHE INVIARE LA MAIL ALLE 12:00:00 NON BASTA PER ANDARE A UN CONCERTO”

 

 

 

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“C'è chi dice no", canta Vasco Rossi in una sua celeberrima canzone ed oggi, questa frase assume un senso diverso e tutt'altro che positivo. Infatti, ancora una volta, ci troviamo davanti all'ennesimo episodio di inaccessibilità ai concerti musicali per le persone con disabilità. A descrivere la sua testimonianza sul proprio profilo Facebook è Donato Grande, atleta paralimpico di calcio in carrozzina elettrica (FIPPS)  che si è visto rifiutare la possibilità di assistere al concerto di Vasco Rossi, previsto a Roma il prossimo 16 giugno 2027, nonostante abbia inviato la richiesta entro i termini previsti. Un rifiuto dal gusto amaro ed incomprensibile che torna a porre i riflettori su un'ingiustizia alla quale non si riesce a dare una risoluzione efficace: per uno spettatore disabile, un concerto è paragonabile ad una lotteria dove, anche se vinci il jackpot, non ti viene riconosciuta la vincita.

"INVISIBILI IN UN SECONDO: SE ANCHE INVIARE LA MAIL ALLE 12:00:00 NON BASTA PER ANDARE A UN CONCERTO. Inviare una mail alle 12:00:00 esatte — al secondo preciso spaccato di apertura delle prenotazioni — non è bastato. Avere un’invalidità al 100% ed essere in carrozzina non è bastato. Per il concerto di Vasco Rossi in programma allo Stadio Olimpico di Roma il 16 giugno 2027, la risposta ricevuta dall'organizzazione è stata un lapidario: "La sua richiesta non rientra tra quelle a cui siamo riusciti ad assegnare il biglietto". Alla legittima richiesta di spiegazioni ("Se la mail è partita esattamente alle 12:00:00, quante persone ci sono prima di me in lista?"), il silenzio. Nessun riscontro, nessuna chiarezza sui criteri di assegnazione, nessuna trasparenza sull'ordine d'arrivo o sul numero effettivo di posti resi disponibili per le persone con disabilità. Non si tratta di una "polemica per un biglietto mancato". Si tratta di diritti, accessibilità e trasparenza. Ogni volta che si organizza un grande evento, i posti dedicati alle persone in carrozzina sono contingentati a cifre irrisorie rispetto alla capienza totale degli stadi. Ma ciò che fa ancora più male è la totale opacità del sistema: com'è possibile che una richiesta inviata al primo secondo utile risulti già fuori quota? Esiste una graduatoria pubblica o verificabile? Perché chi ha una disabilità grave deve vivere l'esperienza di un concerto come una lotteria burocratica senza regole chiare? Andare a un concerto per me non è solo svago: è partecipazione, è inclusione, è vivere la musica esattamente come tutti gli altri. Chiediamo rispetto, chiarezza e regole certe. Chiedo a Vasco Rossi, a Live Nation Italia agli organizzatori di #THEBASE e a tutte le associazioni che lottano per i diritti delle persone con disabilità di fare luce su questo sistema. Aiutatemi a condividere affinché la musica continui a essere davvero di tutti, senza barriere e senza zone d'ombra. Condividete questo post se credete che la trasparenza debba essere un diritto per tutti".

 

Questo è il lungo sfogo di Donato sul proprio profilo Facebook che raccogliamo e denunciamo affinché questi episodi diventino una eccezione, non una costante. Ci associamo alla denuncia di Donato ed invitiamo istituzioni ed enti orgazzanizzatori ad essere più attivi nel rendere gli spettacoli aperti a tutte le persone, nessuna esclusa.

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